Dal 27 giugno al 5 luglio torna Il Giardino delle Esperidi Festival, quest’anno dal titolo Esperidi on the Moon, organizzato, per il sedicesimo anno, da Campsirago Residenza.

Abbiamo scelto con forza di proseguire il cammino pluridecennale del festival e di realizzare anche quest’anno le Esperidi confrontandosi con la nuova epoca che stiamo vivendo nel rispetto della sicurezza del pubblico, degli artisti, dei tecnici, dei territori e dei paesaggi che ne saranno palcoscenico. Esperidi on the Moon ha deciso con forza di esserci e sarà un grande laboratorio di sperimentazione per tutti, sia per chi il festival lo organizza, per gli artisti ospiti e il pubblico.

Esperidi on the Moon sarà un momento unico e inedito, una prima riapertura perché il teatro e le arti performative possano nuovamente andare in scena. Un’edizione delle Esperidi, quella del 2020, tesa alla realizzazione di uno spazio onirico e possibile, Esperidi on the Moon, fatta di incontro, arte e visioni.

Come astronauti del presente il pubblico e gli artisti di Esperidi on the Moon 2020 saranno obbligati quest’anno a confrontarsi con i temi della fruizione e del distanziamento sociale, a risignificare le opere, a trasformare il concetto stesso di festival, in una sperimentazione realmente inedita, verso nuove forme del farsi comunità.

Mai come quest’anno realizzare il festival è una scelta politica, oltre che poetica. Mai come quest’anno gli artisti si trovano in una situazione completamente nuova, all’interno della quale presentare i propri lavori.
Prima dell’emergenza pandemica, avevamo programmato un’edizione con al centro il tema “Natura” e la forma artistica della performance. Avevamo ideato un’edizione che fosse anche una riflessione critica ed artistica sul legame spezzato con la natura e sulla relazione impossibile tra profitto e salvaguardia del pianeta. Oltre 20 titoli, molte prime nazionali. Poi è arrivata la pandemia, a rendere ancora più attuale il tema, a rendere ancora più fragili le nostre esistenze, a farci interrogare sul ruolo fondamentale dell’arte nel definire un futuro possibile e positivo.
La situazione degli ultimi mesi ha posto moltissime problematicità alle compagnie, spesso impossibilitate o poste in una difficile condizione per fare le prove, incontrarsi, lavorare. Ma il festival ha scelto con forza di esserci e ospitare le anteprime e gli studi di tutti questi spettacoli, che non saranno nella loro forma ultima ma sicuramente in una forma inedita e sperimentale legata alla situazione attuale e alla situazione in cui gli artisti si trovano costretti a lavorare.

 Michele Losi, direttore artistico de Il Giardino delle Esperidi Festival e di Campsirago Residenza

Il festival applicherà i protocolli di Regione Lombardia e Governo per la partecipazione in totale sicurezza del pubblico, degli artisti, dei tecnici, degli organizzatori e dello staff.

 

 

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