Vittorio Ondedei e Giulio Escalona
performance
Sabato 3 luglio, ore 22.30

C’è questo uomo, cinquantaquattrenne normale che ha sonno. Ho sonno, dice. Non dorme. Ha paura, dice. Se mi addormento, muoio. Non mi sveglio più. Non sappiamo perché lo dica, non dichiara motivazioni o cause. Per lui è così. Ci guarda da vicino. Qualcuno può negare quanto sia profondo e tragico quel momento, quando passi dalla veglia al sonno? Come ci sia una perdita improvvisa di costanza e indissolubilità dell’identità, quella che pensa parla si muove consapevolmente. E dove andiamo a finire? Chi vive per noi in quel momento?

E se questo io/me che si occupa di essere vivo, mentre l’io/me della veglia è addormentato … ecco … e se succede qualcosa a questo io/me? Se mi addormento e nessun me mi soccorre e viene poi svegliarmi al momento giusto? Dove vado a finire? E da dove viene lui? Dove è stato? Dove sta questo io del sonno che ci protegge dalla morte?

L’uomo allora cerca spiegazioni, vuole chiarimenti, cerca conoscenze. Chiede alle persone lì intorno. Mette insieme i pezzi. Racconta esperienze incunabole. Si raccontano magari episodi di possessione nel sonno (lo Sparvingolo delle diverse tradizioni popolari), sedute spiritiche, (Eusapia Palladino, Aldo Moro, Lombroso…), i sogni di tutti, il diavolo e i suoi inferni. E poi le principesse del sonno che è morte e non lo è, Biancaneve ed Aurora/la Bella addormentata nel bosco. Le loro storie sono la soluzione al suo problema? Si addormenterà aspettando qualcuno. Quel qualcuno è il pubblico: quando lui dormirà, ciascuno potrà decidere cosa fare. Ma poi ci sono i mille discorsi con le persone li attorno, le cose che hanno fatto e che non vogliono smettere di fare. Ci sono i sosia. Ci sono le chiacchiere vuote. Qualsiasi cosa, pur di non dormire. Lo spettacolo finisce quando lui si addormenta. Il pubblico può fare quello che vuole.

Note di regia
Potranno apparire discorsi e storie, che nasceranno dall’incontro con il pubblico e le sue emozioni/pensieri. Il filo conduttore sarà la somiglianza fra il morire e l’addormentarsi. L’uomo sta resistendo al sonno. Non dorme davvero da più di 36 ore. Arriva a parlarne alle persone sapendo nel suo corpo cosa significhi non volersi addormentare. Non voler morire. La solita sottile ed insieme enorme differenza. E l’uomo non vuole morire ed allora costruisce un mondo con le sue parole.

L’uomo sono io, Vittorio Ondedei, autore dello spettacolo

Lo spettacolo verrà svolto dopo una lunga veglia (almeno 36 ore) e terminerà davvero con il mio addormentamento. Niente applausi. Oppure sì. Mi sveglieranno?

La morte è sempre una questione di corpo, è lui che smette di funzionare del tutto. Ed allora lo spettacolo lo deve fare anche il corpo, ma non quello addestrato e sotto controllo degli “attori”, ma quello stufo e stanco del cinquantaquattrenne e che non dorme da troppo tempo. Per far giocare il corpo, devi stanarlo dalle sue abitudini e compostezze. Basta poco. E lui sarà in scena davvero.

La recitazione sarà quindi ridotta all’essenziale. Parlerò alle persone, in mezzo alle persone. Occhi negli occhi, soprattutto. Ed interlocuzione, coinvolgimento. Vittorio Ondedei

Giulio Escalona – suoni amplificati, musica | Vittorio Ondedei – parole, gesti, debolezza, testi | regia di Vittorio Ondedei e Giulio Escalona
Dove
Campsirago Residenza,
Via San Bernardo 2,
Colle Brianza, Fraz. Campsirago
3 luglio ore 22.30

Prenotazioni

Ho sonno

Luglio 3 @ 22:30

Le iscrizioni per questo evento sono chiuse