Campsirago Residenza,
SardegnaTeatro
primissima infanzia
0-5 anni
45 min.
+ tempo di esplorazione
Domenica 26 giugno, ore 10.30 e 16.00
Posti limitati! Prevendita obbligatoria.
Biglietti online qui!
Per ogni bambino può partecipare un solo genitore.

Corpo lib(e)ro è un evento teatrale partecipativo per bambini un genitore insieme. Un grande libro quadrato, che potrebbe assomigliare ai famosi prelibri di Bruno Munari o alle eleganti pagine di Katsumi Komagata,  apre a infinite possibilità esplorative attraverso la danza, il suono e la manipolazione della carta.  

Due danzatrici danno vita a una drammaturgia senza parole: attraverso la danza e il suono delle loro voci giocano con la carta velina, con fili e nastri rossi, con forme rotonde e quadrate, con il cartoncino nero e la carta da pacchi. Pagine bianche, bucate, piegate, altre leggere, morbide, segnate da un filo o da un cerchio nero, si trasformano attraverso i loro corpi, aprendo all’immaginazione. Una coreografia affascinante nasce dalla relazione tra le due danzatrici che leggono insieme, con il corpo, un libro immaginifico.

Nello spettacolo non ci sono parole ma di storie ne escono a fiumi, raccontate con i corpi in movimento, il suono delle voci, le pieghe della carta: pagine a pezzi o pezzi di pagina, a cui i corpi, piccoli o cresciuti che siano, reagiscono stimolando azioni, reazioni e sensazioni. Da quelle pagine nascerà una nuova creatura per consegnare infine il gioco ai bambini e ai loro genitori.

Alla fine le due danzatrici portano a ogni bambino un piccolo libro realizzato con carte diverse, fili e forme per lasciare ai piccolissimi e ai loro genitori il gioco dell’esplorazione. Lo spettacolo diventa così strumento creativo di relazione tra adulti e bambini.

Corpo lib(e)ro parte dall’indagine del libro come oggetto di scoperta e avvicina i bambini ai libri senza parole, come i famosi prelibri di Munari, realizzati con carta, fili, colori e materiali differenti. Lo spettacolo nasce dall’idea che la lettura possa avvenire non solo attraverso le parole ma anche attraverso il corpo, il gioco del movimento, la voce, il suono, l’immagine. Uno spettacolo partecipativo che nutre la relazione genitore-figlio, alimenta l’immaginario e stimola la creatività.

da un’idea di Anna Fascendini di ScarlattineTeatro/ Campsirago Residenza | con Monica Serra, Marta Pala,  Giulia Vacca (due performer in alternanza) | i costumi e la figura di carta sono di Donatella Pau | suoni Luca Maria Baldini | regia Anna Fascendini | una produzione di Campsirago Residenza, Sardegna Teatro | con il sostegno di Autunno Danza, Festival Tuttestorie, Is Mascareddas, Teatro Instabile 
Dove
palestra della Scuola Primaria Luigi Cadorna di Ello
Domenica 26 giugno, ore 10.30 e 16.00

Rassegna stampa

Corpo lib(e)ro è la mise en espace di un primissimo albo illustrato per l’infanzia: non ancora un picture book in quanto assente la parola, ma nemmeno soltanto un silent book perché il suono, invece, c’è. Verrebbe da chiamarlo action book: un libro animato, che si anima, che si muove, che prende vita nello spazio scenico di un teatro. Le attrici coinvolte sembravano incarnare la cosiddetta “mammalingua” parlata da molti libri per l’infanzia, come nell’omonima opera di Bruno Tognolini, e producono suoni, rumori, pre-parole, cadono, si lanciano, voltano pagina. […] Sul finale dello spettacolo dalla “scatola magica” della carta e dei colori e dei materiali vengon fuori tanti piccoli “pre-libri”, collezioni di fogli, carte e stoffe utilizzate dalle attrici durante la performance e che loro stesse porgono agli spettatori. Ecco che il “racconto” si riunisce nel libro (anche se pre-libro). I colori dominanti sono essenziali, tra il nero (come la sala), il bianco (come i posti a terra, da occupare senza calzature), il rosso del nastrino e il giallo di alcune pagine: il tutto a formare, in copertina, come piccole lune calanti o crescenti. Durante alcuni minuti di “libertà” viene chiesto (senza mai usare la parola, e difatti anche gli adulti comprendono cosa fare senza istruzioni: incredibile!) di “aprire” quel volumetto e mostrarlo ai bambini, dando luogo a una ulteriore extra-narrazione lasciata al gioco, alla spontaneità, al rapporto genitore-figlio. Diventa anche un rapporto genitore-fogli e fogli-figli: i bambini diventano di stoffa o di carta, di cartone, battono sulla materia, indossano sul capo la pagina. Simone Di Biasio – Doppiozero

“È divertente guardare le due protagoniste che, pronunciando suoni onomatopeici, perfettamente si fanno intendere e accompagnano le loro azioni. Il librone contiene pagine differenti: alcune di rigido cartoncino, altre di morbida carta velina colorata, e ancora nastri rossi, baffi e cerchi di cartone. Tutti questi elementi diverranno uccelli, conigli, aeroplani, cannocchiali, megafoni e tutto ciò che la fantasia delle due protagoniste può regalare. E i piccoli spettatori, seduti a terra tra le braccia dei genitori, osservano con stupore e partecipazione. Sono sullo stesso piano, vicine quasi da poterle toccare, le due protagoniste in modo sapiente interagiscono con i bimbi condividendo con loro le scoperte e le trasformazioni dei materiali. I loro corpi si mescolano con la materia, diventano portatori di narrazioni, tracciano temporanei traguardi che subito dopo ridefiniscono, quasi a voler dire che tutto può diventare tutto e decidere subito dopo di non esserlo più. Si voltano tutte le pagine, sul terreno sudato e agito, seminato di elementi ora diventati significanti. E giunge così il tempo dell’ultima pagina: un dono. Ogni pacchetto che le protagoniste consegnano ad ogni spettatore contiene, in piccolo, gli stessi elementi che abbiamo visto prendere vita sul palco. Piano piano, ognuno con il proprio Tempo, gli spettatori ora protagonisti, aprono il proprio libro e cominciano spontaneamente a creare con gli elementi. E guardano al di là della propria posizione, incontrano gli occhi degli altri piccoli protagonisti che a loro volta stanno giocando. Si prende coraggio e si lanciano ponti al di là e al di qua del tappeto danza, ci si scambiano elementi, si tirano invenzioni, si scherza con leggerezza e ci si guarda in fondo agli occhi. Si è capito, ognuno a proprio modo, ognuno per la vita che ha trascorso che ‘insieme’ è davvero una bella, significativa parola. Rossella Marchi – EOLO | Rivista online di Teatro Ragazzi

Note di regia

I libri per la primissima infanzia sono oggetti potenti per aprire e mantenere viva una relazione creativa tra grandi e piccoli. Se infatti il ruolo educativo dell’adulto come mediatore del libro è stato spesso analizzato, ancora troppo poco si enfatizza la capacità del libro di fungere da strumento liberatorio che apre ad un nuovo tipo di comunicazione tra bambini e adulti, che sposta il piano dal quotidiano all’extra-quotidiano, che apre le porte dell’immaginazione e mette entrambi su uno stesso piano, in relazione alla stessa pagina.

Il libro per la prima infanzia riporta noi adulti al punto di partenza dove tutto è da scoprire, inventare, nominare e agire. Ci permette inoltre di essere testimoni vigili del modo di stare dei piccoli, degli sguardi e dei movimenti, a volte piccolissimi, che spesso non siamo in grado di registrare come parte fondamentale per il loro sviluppo motorio cognitivo e affettivo.Corpo lib(e)ro lavora perché si alimenti quel ponte immaginifico tra bambino e adulto che sia una nuova possibilità relazionale da scoprire, che stimola la creatività e l’immaginario di piccoli e grandi  insieme.Anna Fascendini, regista.