Gli dei li tracciamo in audaci progetti, che irascibile il destino torna a cancellare. Ma loro sono gli immortali. Di questo si tratta, vedete: udire in silenzio quel che infine ci ascolta.
La notte del 30 giugno è la notte di Ecate, consacrata alla luna piena: una soglia simbolica e sensibile per una delle esperienze più immersive del festival. Dea dei crocicchi, Ecate trivia incarna la gioventù e la vecchiaia, la morte e la rinascita. Legata al termine ka, energia vitale, anima o spirito, è portatrice di magia e per questo la notte a lei dedicata è un grande rituale notturno dal tramonto all’alba.
La luna è uno dei simboli più antichi dell’umanità, archetipo di fertilità e ricettività su cui si fonda l’immaginario della XXII edizione del festival. Indagheremo quindi la notte e l’esposizione alla luna piena, la pratica somatica della sauna, i tarocchi e la camminata notturna nel silenzio, per cercare l’originario in ciascuno di noi. Faremo questo attraversando una geografia precisa, incontrando momenti performativi, e procedendo nel silenzio, nel cammino lento e nella parola necessaria. Avremo a cuore la corte e gli spazi di Palazzo Gambassi a Campsirago, sede della nostra residenza. Ma attraverseremo il bosco nella notte, fino all’altare dell’età del ferro, e raggiungeremo la scalinata che porta alla Madonna del Sasso, culto votivo delle acque. Rallentare, percepire attivando tutti i sensi.
Dopo la cena che inizierà alle ore 21, al tramonto, il pubblico viene diviso in tre gruppi, chiamati ad attraversare a rotazione tre diverse stazioni della notte: da una parte, la lettura delle carte con Amleto in gioco; l’esperienza della sauna come tempo di sospensione, ascolto e trasformazione; infine, l’immersione nel bosco attraverso un cammino rituale. A mezzanotte, Alessandra Cristiani presenta Langelo. Un’azione di danza site specific che indaga la dimensione del corpo e del silenzio. Dopo la performance, i gruppi riprendono il loro movimento, continuando ad alternarsi nelle diverse esperienze fino all’alba, dentro una drammaturgia diffusa che fa della notte stessa una performance. Alle cinque del mattino va in scena per la prima volta senza p., di Stefano Cuzzocrea. Uno spettacolo di teatro di figura e d’attore che intreccia fiaba, sogno, ombre, gioie e paure. La notte si chiude alle sei con la colazione condivisa con il pubblico: un momento conviviale per accompagnare dolcemente il ritorno del giorno.
regia Michele Losi | dramaturg Sofia Bolognini | testi di Sofia Bolognini e Michele Losi | con Michele Losi, Anna Fascendini, Giulietta De Bernardi, Sofia Bolognini, Noemi Bresciani, Stefano Pirovano, Benedetta Brambilla | allestimento scenografico Claudia Saracchi | produzione Lorenza Brambilla e Davide Madeddu | responsabile tecnico Alessandro Barbieri | responsabile cucina Francesca Crovara | con le opere di Anna Fascendini, Giulietta De Bernardi, Alessandra Cristiani, Stefano Cuzzocrea
