Elsinor Centro di produzione Teatrale
Marco Cacciola
adulti
prosa
80 minuti
Sabato 3 luglio ore 20.15 e ore 22.30 

Dio o la natura, a seconda di ciò in cui si crede, ci hanno dato una bocca e due orecchie: evidentemente perché ascoltassimo il doppio e parlassimo la metà!

Farsi silenzio. Per fare spazio e prendersi tempo.
Il progetto nasce da un pellegrinaggio artistico, alla ricerca del sacro in ogni dove.
Uscire dai propri luoghi e predisporsi ad accogliere l’inaspettato è un gesto semplice e potente, così come ogni volta che si inizia un viaggio nell’ascolto dell’altro da sé. Lo spettacolo è un viaggio alla riscoperta della lentezza, del silenzio attraverso la quotidianità della vita.

Gli spettatori verranno dotato di cuffie, in modo da cercare e attivare nuove relazioni tra lo spazio esterno/pubblico e quello interno/privato. In un’epoca in cui l’immagine è così prepotente, il tentativo è lasciare che il suono suggerisca le parole, per scrostarle e riportare alla luce il loro vero significato: c’è bisogno di silenzio.

Farsi slenzio

Questo non è teatro che rappresenta la realtà, ma siete voi che l’interpretate. In questi tempi con più̀ premi teatrali che spettatori, mi accontento di uno spettatore per ogni minuto. Questa è una scommessa contro. Contro di voi e contro di noi. Ma soprattutto contro le definizioni e le differenze. Impossibile quindi. Quello che dico, non è detto che lo pensi. Nulla si inventa mai, si può̀ solo rubare con più̀ o meno eleganza. Dal momento in cui si pretende di dire qualcosa, si sancisce il proprio fallimento.La prima affermazione è il primo errore. Questo non vuole essere uno spettacolo in più̀, ma uno spettacolo in meno. Ciò̀ che voglio è solo andarmene. E questo lavoro è fatto a forma di porta. E queste parole, rubate, sono il mio sbatterla. O lasciarla aperta. Grazie di esserci.

Marco Cacciola

 

 

di e con Marco Cacciola | drammaturgia Tindaro Granata | suono Marco Mantovani | produzione Elsinor Centro di produzione Teatrale | con il sostegno di Armunia Centro di residenza artistica Castiglioncello – Festival Inequilibrio | partner tecnico SILENTSYSTEM
Dove
Corte in Casate, fraz. Mondonico, Olgiate Molgora
3 luglio ore 20.15 e ore 22.30

Prenotazioni

Farsi silenzio

Luglio 3 @ 20:15

Le iscrizioni per questo evento sono chiuse

Farsi silenzio

Luglio 3 @ 22:30

Le iscrizioni per questo evento sono chiuse

Rassegna stampa

È un rito laico quello che si consuma dentro lo spettatore… Ne nasce un viaggio iniziatico, inframmezzato, certo, anche, e soprattutto, da dubbi, ma pure da improvvise illuminazioni. Mario Bianchi, Hystrio

Potente, vigoroso ma anche commovente, Cicerone e Caronte; ci porta, ci guida, ci conduce in questo suo mondo che alterna l’ovattatura morbida al torrente che fluisce dai pensieri senza argini né diga… Ormai siamo un tutt’uno, avremmo voluto essere con lui, avremmo voluto essere lui, le sue spalle, le sue scarpe, il suo taccuino, la sua curiosità, la sua pazienza nel cercare ciò che non sai né come cercarlo né dove trovarlo né che sembianze possa avere. Bisogna avere grande forza d’animo e interiore nel riuscire a ritrovarsi, in solitudine e in silenzio. Tommaso Chimenti, recensito

Al termine del racconto si esce più leggeri, con la sensazione piacevole di non essere soli nei tormenti dell’esistenza, di avere molti compagni di viaggio non del tutto inconsapevoli. Si esce leggeri anche perché non vengono date risposte, ma vengono messe a fuoco le domande che spesso avvertiamo solo in un angolo in penombra della coscienza. Del resto, diceva un maestro zen, le risposte sono già tutte davanti a noi, solo non sappiamo formulare le domande giuste. C F. Conti, La Stampa

È una nuova assunzione di rischio, che Cacciola sceglie. Di guardare negli occhi chi gli è di fronte, specchiando i propri fallimenti in quelli altrui, facendone lo strumento per ricostruire quella comunità che è l’altra specificità che il teatro garantisce, e per interrogarsi. Di sfidare ciascuno a cercare la propria risposta, ascoltandosi, nel farsi silenzio. Ed è per questo che la ricerca – perché “questo non è uno spettacolo e forse non lo sarà mai” – di Marco Cacciola, coi suoi movimenti fluidi e le parole pesate e apparentemente istintive funziona: perché apre una domanda e non offre una risposta che semplifichi la ricerca… Sacro è il silenzio. Ma più ancora è sacro quello che si è vissuto. L’istante in cui ci si ritrova nell’occhio dell’altro, quell’istante di reciprocità che solo momenti nudi come quello verificatosi consentono di vivere. Chiara Palumbo, artapartofculture.net