Campsirago Residenza
prima nazionale
dai 5 anni
50 minuti
domenica 27 giugno, ore 11.00 e ore 16.00

Dopo la sperimentazione attraverso gli strumenti dello streaming, Campsirago Residenza presenta un nuovo spettacolo, che partendo dalla drammaturgia originale del racconto digitale, mette in scena Il gatto con gli stivali dal vivo e in presenza. Un nuovo lavoro, differente, che abbandona del tutto i dispositivi digitali, ma mantiene alcuni elementi del teatro di figura, presenti anche nella versione online. A interpretare i personaggi della storia, una riscrittura originale della celebre fiaba ispirata dalla versione di Basile, è l’attrice Soledad Nicolazzi.

Uno spettacolo di narrazione immaginato e scritto per una sola interprete dove, al ritmo palpitante di musica elettronica, la celebre fiaba prende vita e narra il riscatto e l’ascesa di uno dei tanti “ultimi” e “dimenticati” della società. L’ambientazione è un luogo di periferia abbandonato a sé stesso, “una terra di nessuno” che sorge ai confini di una discarica. Cappelli bucati, scarpe di tela consumate, dentiere usurate: questo è lo scenario che fa da sfondo a una storia raccontata tutta d’un fiato, con toni divertiti e tempi serrati, dove un ragazzino tormentato dalla fame trova l’amore e riesce a salvarsi.

Uno spettacolo  che attinge al teatro di figura e che mette al centro della storia la relazione di grande profondità tra il protagonista e il felino, la relazione tra l’uomo e l’animale magico, e, in definitiva, tra le manifeste capacità (o incapacità) dell’essere umano e le sue nascoste risorse interiori.

La fiaba del Gatto con gli stivali, opera tra le più discusse e controverse dei classici della letteratura per l’infanzia, è ben nota: un giovane ragazzo, rimasto orfano, riceve in eredità un gatto. Questi, grazie alle sue straordinarie doti, lo aiuta ad arricchirsi e a trovare una sua collocazione nel mondo, attraverso un susseguirsi ascendente di eventi, che culmina con il matrimonio del giovane stesso con la figlia del Re.

Per la costruzione della drammaturgia siamo partiti dalla celebre versione di Perrault per poi abbandonarla e ripercorrerne le traccie a ritroso, attraverso la versione dei fratelli Grimm e di Straparola, fino ad approdare al “Cagliuso” di Basile, dove i toni scuri, il contesto di estrema  miseria in cui è ambientato e la lingua amara di cui si serve, rendono il racconto comico e tragico al tempo stesso e, a nostro avviso, più contemporaneo, perché a distanza di sicurezza dal canonico messaggio moralistico ed edificante che ci viene sovente proposto. 

È proprio a partire da questa riflessione che abbiamo cominciato a lavorare ad una ri-scrittura, che della fiaba classica mantiene intatti l’arco narrativo e i personaggi principali, senza tuttavia censurarne le spinte contraddittorie e le dinamiche spesso ambivalenti. Al contrario, attraverso il dispositivo scenico che abbiamo creato, abbiamo provato ad esaltarne con leggerezza la sua complessità, facendo emergere quegli aspetti ambigui- e a tratti irrisolti -che sono propri delle vicende umane, delle loro relazioni e dei loro desideri, di cui questa fiaba è grande interprete.

drammaturgia e regia Marco Ferro | con Soledad Nicolazzi | disegno del suono e musiche originali Luca Maria Baldini | costumi e oggetti di scena Stefani Coretti | produzione Campsirago Residenza | con il sostegno di Next – Laboratorio di Idee per la Produzione e Distribuzione dello Spettacolo dal Vivo Lombardo Edizione 2020
Yurta alla Tana,
via Vigneti 1,
Colle Brianza, Fraz. Nava
27 giugno ore 11.00 e 16.00

Prenotazioni

Il gatto con gli stivali

Giugno 27 @ 11:00

Solo 19 posti rimasti
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Il gatto con gli stivali

Giugno 27 @ 16:00

Solo 9 posti rimasti
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